Cloro: caratteristiche e applicazioni nei settori produttivi

Il cloro è un elemento della tavola periodica, con simbolo Cl e numero atomico 17. È composto da 17 protoni e 17 elettroni e fa parte della famiglia degli alogeni, assieme a fluoro, bromo e iodio. Fu scoperto dal chimico svedese Carl Wilhem Scheel nel 1774 e isolato nel 1810 dal chimico e fisico inglese Humphry Davy, che gli diede il nome di cloro. 

Ha un colore verde-giallastro e un odore sgradevole. La sua composizione lo rende tossico per gli esseri viventi, sebbene non si trovi libero in natura, ma, soprattutto, sotto forma di cloruro (la più usuale è il sale da cucina). 

Dove si può trovare il cloro

In natura si trova in molti alimenti di origine vegetale, come pomodori, segale, alghe e lattuga. Lo assumiamo quotidianamente anche sotto forma di cloruro di sodio, il comunissimo sale utilizzato per cucinare. Ma non solo: il cloro è presente nell’acqua potabile, nelle piscine, negli insetticidi e, persino, nei fumi degli inceneritori. 

Perché il cloro è tossico

La sua composizione rende il cloro tossico per le persone, se inalato, ingerito o assorbito dalla pelle in quantità eccessive e, solitamente, per un periodo prolungato. Durante la Prima Guerra Mondiale, i Tedeschi lo utilizzarono come arma chimica nella battaglia di Ypres, in Belgio, nel 1915 e nel 1917, causando la morte di decine di soldati. 

Un‘intossicazione da cloro è molto pericolosa per la salute e può provocare serie complicazioni come formazione di liquido nei polmoni, difficoltà respiratorie e irritazioni cutanee. Altri sintomi riconducibili a inalazione o ingestione del cloro sono mal di stomaco, bruciore alla bocca, vomito e sangue nelle feci. In ogni caso, se si sospetta che siano adducibili al cloro, è consigliabile consultare un medico curante o rivolgersi al pronto soccorso più vicino. 

Perché il cloro è un disinfettante

Il cloro è tra i disinfettanti più utilizzati nell’industria e in ambito domestico (un esempio è la candeggina, che può contenere una percentuale variabile di cloro, del 5% o del 10%, in base al prodotto). Alcuni studi hanno dimostrato che il principio attivo del cloro è in grado di rompere i legami chimici delle molecole degli agenti patogeni, come virus e batteri. 

Durante la pandemia da Covid-19, il Ministero della Salute ha consigliato l’utilizzo di prodotti per la disinfezione a base di cloro, per sterilizzare le superfici della casa, come il pavimento o il ripiano della cucina, e del bagno. 

Il cloro è anche il prodotto più utilizzato per la disinfezione delle piscine private e pubbliche. La manutenzione quotidiana richiede una regolazione del pH (che si aggira tra 6,5 e 7,5) e una disinfezione con cloro granulare o calcio ipoclorito, disponibili sia in forma granulare che in pastiglie, da 200 gr a lenta dissoluzione o da 200 gr a tripla azione

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Utilizzo del cloro nell’industria

Il cloro è utilizzato nella fabbricazione del 95% dei beni in commercio e nel 55% dei processi industriali di trasformazione chimica [Fonte: cloro.federchimica.it]. 

È impiegato in quasi tutti i settori industriali per la produzione di articoli di uso quotidiano. Alcune delle applicazioni sono lo sbiancamento della polpa di legno o la rimozione dell’inchiostro da materiale cartaceo in processi di riciclo. 

Il cloro e i suoi derivati sono utilizzati anche nella produzione di materie plastiche (esempi sono PVC, poliuretani, PVDC e policarbonati) e di siliconi, resine e gomme sintetiche. 

Ma non solo. Il cloro è un elemento centrale nella ricerca scientifica ed è stato alla base dello sviluppo di tecnologie informatiche ed elettroniche, oltre ad aver trainato settori come moda, design, cosmesi, farmaceutico, nutrizione e costruzioni. 

In ambito turistico, il cloro è un disinfettante per impianti balneari e piscine in strutture ricettive e parchi acquatici. 

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